Una volta quando non c’era il digitale, i filtri in fotografia si utilizzavano molto spesso rispetto ad oggi. Con l’avvento del digitale e con i vari software a disposizione ormai parecchi filtri sono andati scomparendo e quasi non più utilizzati.

Tuttavia ci sono dei filtri fotografici che non se ne può fare a meno perchè ancora non sostituibili da software, neanche dai più sofisticati.

I filtri possono essere a lastra, applicabili davanti all’obiettivo tramite portafiltri. Oppure circolari dove bisogna stare attenti però al momento dell’acquisto, controllare sempre il diametro del vostro obiettivo, per non sbagliare sezione e quindi inutilizzabili. Mentre quelli a lastra non ci sono problemi ci sono gli adattatori e quindi utilizzabili su diverse misure di obiettivi.

I principali filtri utilizzati ad oggi sono di tre tipologie; il filtro ND a densità neutra capaci di togliere vari stop di luce in base alla densità del filtro. Usati soprattutto per le lunghe esposizioni, per l’effetto seta di cascate oppure il mare e le nuvole.

Il filtro polarizzatore capace di eliminare i riflessi nell’acqua oppure i riflessi sui vetri e a quasi tutte quelle superfici riflettenti. Nella fotografia di paesaggio viene utilizzato anche per saturare i colori del cielo.

Il filtro UV riduce significativamente i riflessi nell’obiettivo, non influisce sul colore, resiste contro i graffi, l’acqua e polvere. Utile per affrontare i rigori della fotografia di avventura.

I filtri fotografici e loro uso

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